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Artist
ACQUAVIVA Already Agricantus
Influence: Mediterranean , Polynesian
Genre: world music
Influence: African
Genre: ethnic, world
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New album Agricantus KUNTARIMARI 2013 listen to the new album Agricantus on http://www.deezer.com/en/album/6617943 more
Dopo Berlino, il nostro Luca Pakarov se n'è andato a Barcellona. Per raccontare un'altra vicenda tutta italiana... Siniori e siniore ecco quindi Tonj Acquaviva degli Agricantus, mitico gruppo siciliano (nel 2013 è uscito il loro ultimo lavoro: Kuntarimari ) che, fra le altre cose, da poco ha inaugurato l’ Agricantus Cafè ,  nel quartiere di Les Corts, e Alessio Arena, fresco vincitore del festival di cantautorato Musicultura , musicista e scrittore (per RS abbiamo recensito i libri: L’infanzia delle cose e Il mio cuore è un mandarino acerbo ), dopo un’infanzia a Napoli, da sei anni vive a Barcellona. HOME > R&R Style > interviste         29 luglio 2013 Tonj, cosa spinge un musicista con la tua esperienza a lasciare l’Italia? C’è stato un momento in cui hai detto: “Basta”? “Già c’ero cascato negli anni ’90, ai tempi di Mani Pulite, volevo ripuntare sull’Italia dopo essermi proiettato oltre le Alpi per ‘carenza d’ossigeno’, pensavo che le cose potessero cambiare e volevo dare anche un mio contributo, ma l’incontro col produttore di turno con royalties inesistenti e la promessa che un giorno ‘vedrai che cambierà’, l’impossibilità di vivere in un paese normale, zero servizi e una arroganza montante miscelata a insane polemiche, mi hanno fatto dire basta, la vita ha una scadenza, c’è un mondo fuori! L’esperienza negativa fatta con l’album Millenium klima uscito a mio nome nel 2009 mi aveva spompato, il disco aveva sofferto l’aria di restaurazione. Addirittura, nella presentazione a Roma, il conduttore si era preso la briga di spiegarmi che l’album era poco rassicurante e la ricerca era una cosa che spaventava il “suo” pubblico!”. È una storia che ho già sentito! Sei siciliano ma gli Agricantus da anni parlano le lingue del mondo, sempre ispirati agli altri e al Mediterraneo, cosa trovi a Barcellona che ti permette di esprimerti in questo senso? “Barcellona possiede un’energia dinamica che ti consente di fare molteplici cose nella stessa giornata, la mattina puoi passeggiare nelle colline intorno alla città e il pomeriggio startene sulla spiaggia, per poi la sera finire a un concerto all’aperto al teatro Greco, il tutto senza barriere architettoniche e con i mezzi pubblici! Quest’energia alimenta la creatività e in più, per me che compongo musica con i ‘suoni del mondo’, il contatto con le diverse etnie e musicisti che abitano in città è molto stimolante. Nel mio ultimo lavoro ci sono molti ospiti internazionali, anche in questo caso alcuni artisti italiani hanno confermato una poca propensione allo scambio. In questa città ho iniziato un percorso musicale che, dopo 12 anni, mi ha permesso di ‘partorire’ un nuovo concept album Agricantus, Kuntarimari (in siciliano, racconti del mare, N.d.R.), vitale è stata l’accoglienza dei barcellonesi della mia musica, ho avuto diversi inviti a trasmissioni di radio nazionali e la presentazione dell’album è stato seguito da due emittenti televisive, una delle quali ci ha fatto un reportage. L’incontro con la casa discografica Discmedi è stato solo la conferma della professionalità catalana. Dopo aver perso un anno appresso ai discografici italiani ho contattato Discmedi che, nell’arco di quasi 4 mesi e firmato un contratto con edizioni Warner, ha distribuito l’album a livello mondiale!”. L’Agricantus Café, il locale aperto da Tonj Acquaviva a Barcellona Com’è cominciato il flirt con la capitale catalana? Qui hai aperto un locale, è il momento giusto secondo te? Te lo chiedo con un filo di scetticismo… “Tutto è cominciato con un viaggio a Barcellona nel 2000 dopo un concerto a Granada, mi aspettavo qualcosa di simile all’Italia e, invece, mi sono confrontato con una colossale organizzazione, una rara via di mezzo tra Nord e Sud, aggiungici poi l’aver trovato una casa sulle colline con vista sul mare… Nel 2010 ho deciso di chiudere lo studio di registrazione a Roma e trasferirmi. Nei miei viaggi ho sempre messo subito dopo la curiosità per la musica locale quella per la cucina! Due ottimi punti di vista per conoscere le popolazioni tanto che, in una città dall’aria internazionale, ho deciso assieme alla mia compagna di aprire un posto che avesse la filosofia Agricantus, cioè partire dalla Sicilia per incontrare altre etnie e farne una cucina fusion. Anche qui la conferma che se proponi qualità la città ti accoglie bene”. Durante il momento di Manu Chau da solista (fine anni ’90), viveva nel barrio Gotico (ne parlo con condizione di causa perché gli ho scroccato da bere a più riprese), a Barcellona si respirava una felice aria di ribellione, che poi però si è molto conformata – a livello architettonico e umano – alle altre capitali europee. Almeno dal mio punto di vista. C’è un quartiere che ritieni speciale per chi suona? “A differenza degli anni passati, il movimento di protesta contro l’ordine mondiale (15-M, N.d.R.) è sfociato nel pragmatismo, come difendere la gente dagli sfratti, informare sullo stato delle cose o fare gli orti urbani che qua hanno raggiunto quota cinquecento. C’è stato un’apparente smembramento del movimento a favore dell’azione sul territorio eppure, in ogni caso, la città ha sviluppato una linea internazionale. Più che i quartieri a me piace incontrare gli artisti che suonano in strada, forse perché io l’ho fatto per un bel po’ girando tutta Europa. Ciò ti permette d’incrociare storie umane, preparazione musicale e creatività inaspettate”. Mi dici tre cose da cambiare in Italia per favorire la musica? Togliti pure qualche sassolino… “Tre cose… vediamo… sempre senza generalizzare: uno, i discografici, due, l’atteggiamento mentale da e verso gli artisti, tre, i giornalisti… ma forse questo non te lo dovevo dire!”. more
AGRICANTUS, NUOVO DISCO E NUOVA VITA A BARCELLONA Tonj Acquaviva e Rosie Wiederkehr del gruppo Agricantus . Bandleader e fondatore dello storico gruppo di world music lui (percussioni e voce), compositrice e voce inconfondibile lei, i due formano un sodalizio artistico da circa 20 anni, ma, se si contano gli esordi, gli Agricantus sono “alive and kicking” da quasi 30.   Autori e interpreti di bellissime melodie mediterranee – di matrice siciliana almeno all’inizio – gli Agricantus ospitano nei loro dischi le voci e le percussioni arabe, le chitarre dei Tuareg, i mantra dei monaci tibetani … Un vero e proprio condensato di suggestioni, liriche e parole “provenienti dal mondo”. E per chi si domandasse che fine avesse fatto questo gruppo oggi più che mai cosmopolita – Sicilia, Sardegna, Svizzera, Argentina, Cina, Svezia … le terre d’origine dei nuovi e vecchi componenti della band – ci sono novità che bollono in pentola. Un nuovo disco è in uscita in autunno, il cui filo conduttore sarà il mare Mediterraneo, e una tournée che porterà la band, oltreché in Italia, in Argentina, Giacarta, Thailandia. Continua, inoltre, la **** collaborazione con Amnesty International , con cui la band sta producendo numerosi video su tematiche d’interesse comune, Unicef, Emergency.   Tonj ci ha accolto nella sua bella dimora barcellonese , situata ai piedi delle colline che ospitano il Parc Güell. All’ombra di un albero di limoni carico di frutti profumati – e poteva mancare questo nel giardino di un siciliano doc? – Tonj vive con la sua compagna (nonché manager del gruppo) Natacha Tanzilli e la loro bambina di 4 anni, Miriam.   Vi raccontiamo “l’espatrio”, in tempi di crisi, nelle testimonianze del palermitano Tonj e la svizzera Rosie. Quest’ultima non è alla sua prima esperienza di “salto delle frontiere”: dalla Svizzera all’Italia, alla Spagna.   VVC. Rosie, cominciamo da te, di dove sei e quali passaggi hai fatto per arrivare a Barcellona?   Rosie Wiederkehr. Io sono di Lucerna (Svizzera). Sono “alpina” e il mio primo cambiamento di vita all’estero è stato quando sono passata dalla Svizzera in Italia, a Palermo, per unirmi agli Agricantus, una ventina d’anni fa. Poi ho vissuto in Toscana (in Maremma) e per tanti anni a Roma. Ora vivo a Barcellona da circa due anni.   VVC. Tonj, e il tuo percorso?   Tonj Acquaviva . Io sono palermitano e a Palermo, circa 30 anni fa, sono “nati gli Agricantus con Mario Riva, Mario Crispi, Giuseppe Panzeca e poi, Rosie, che è rimasta. Oggi siamo un po’ cambiati, evoluti sia musicalmente che per quanto riguarda la componente umana, ci sono professionalità nuove e altre che hanno preso altre strade. Noi siamo sempre stati un po’ in giro per il mondo, per la nostra musica, le nostre ispirazioni, e prima di approdare a Barcellona avevo già vissuto all’estero. Da due anni la mia base è qui, assieme alla mia compagna e alla nostra bambina.   VVC. Perché avete scelto Barcellona?   R.W. È una bellissima città e si vive molto bene. La vita quotidiana è molto semplice, se paragonata a quella di Roma: un vero spasso. E poi apprezzo molto il rapporto con la gente e, naturalmente, il mare, fonte infinita d’ispirazione. È una scelta più personale che professionale. Penso che sia importante che la vita quotidiana rispecchi il tipo di persona che sei. Se vivi in un posto dove devi continuamente lottare contro una mentalità che non è la tua, ti logora e questo logora anche la creatività, a lungo andare. Qui mi sento alleggerita.   T.A. La scelta, in sostanza, è legata all’energia. Tutto sommato, noi abbiamo sempre trasformato persino i momenti di crisi in musica, però un supporto è necessario. Ma là dove alla fine ti senti molto solo, in solitudine, la tua energia comincia a scemare e rimanere sul posto non serve più ne a te, né agli altri. Io ho viaggiato molto, ma quando sono arrivato qui … è stata un poco una rivelazione, mi sono chiesto se in “un’altra vita” non ci avessi già vissuto …   VVC . Voi siete arrivati qui nel pieno di una profonda crisi economica, che scuote la Spagna da almeno quattro anni e non ha risparmiato il capoluogo catalano. Che differenza c’è tra l’affrontare la stessa crisi, che è comunque globale, a Barcellona e a Roma?   T.A. Abbiamo lasciato l’Italia perché avevamo la sensazione che il paese si disgregasse. Dopo un ventennio vissuto come il nostro, la crisi che già era in atto almeno due anni, e che oggi sfocia in situazioni terribili come i suicidi di persone rovinate economicamente, ha portato la gente a chiudersi. Molti miei amici non uscivano più di casa … Un individualismo sfrenato, inteso nel senso negativo del termine, ha preso il sopravvento. La gente si è ritrovata senza soldi, depressa … Vivere in Italia e vivere in Spagna in questa situazione fa una grossa differenza. E la differenza è, intanto, nei servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche, e poi nel come la gente affronta le cose. Tenendo fermo il punto che, finalmente, anche in Italia, si sta reagendo, e si sta reagendo bene, il fatto di avere poche o scarse infrastrutture ha ammorbato ancora di più quella che è la situazione italiana. Ci siamo tenuti per trent’anni una situazione impressionante, cioè un tappo enorme. In Italia abbiamo un problema: … questa riverenza verso il potente di turno, questo fascino verso il potere che ci fa accettare cose che in altri paesi non sarebbero tollerate …   R.W. Io seguo molto i movimenti e, in particolare, il movimento 15-M (gli indignados) qui a Barcellona. Qualche giorno fa ero in Plaça Catalunya dove c’è stato un enorme assembramento di persone, giovani, anziani, gente di tutte le età, per il primo anniversario della nascita del movimento, avvenuto nel maggio del 2011. Si è parlato di tematiche importanti: scuola, sanità, economia, finanza … Sono state discusse delle idee interessanti. Lì per terra sulla piazza, in mezzo a tutti, ognuno prendeva la parola, si discuteva in modo pacato e civile. Una cosa è certa, io sono convinta che sia necessario cambiare il sistema finanziario, almeno in Europa, perché è già chiaro che così non si può andare avanti. Questo movimento, sorto da un motto d’indignazione è cresciuto e, con le misure che si stanno prendendo in Spagna, che non risolveranno il problema e si fa sempre più forte. Ho la speranza che, grazie alla grande capacità dell’aggregazione dei cittadini, si potrà alla fine cambiare qualcosa. Anche in Italia ci sono movimenti, gente positiva che vuole, tenta di reagire, ma noto una forte polemicità. È questo il problema. Questa spiccata tendenza alla polemicità eccessiva non fa che aumentare il rancore, la conflittualità ed è, probabilmente, quello che alimenta i problemi, impedisce di cambiare lo status quo. Quello che ho notato a Barcellona è una forte volontà propositiva, il tentativo di fare qualcosa insieme agli altri per il bene comune. Questo mi fa sentire meglio e mi da speranza per il futuro.   Il sito ufficiale degli Agricantus: www.agricantus.info       more
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About
Agricantus:  is a band gender  'world ethnic-electronica' , born in Palermo. The group became famous  in the mid 90's with the 'sound' of bandleader Tonj Acquaviva, and the arrival of Swiss singer Rosie Wiederkehr. From the beginning, Agricantus (Latin: the song of the corn field), has always had a boundless vision of the world, from which to extract a musical narrative thro... more
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