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Migala
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Thanks to all fans and listeners on the net and in the world! First Place for Migala with track "Pizzingara" in World Music Charts by Ethnocloud - February: East European http://ethnocloud.com/world-music/charts/influence=East%2BEuropean Starting with a classic citation ( the opening of the Zigeunerweisen De Sarasate ) the first part is steeped in the music of Eastern Europe, especially the gypsy tradition. The second part is a “pizzica”, sung this time not in the dialect of “Salento”- as usual - but in the dialect of “Andria”. In the final part there are changes of structure of musical rhythm: a transition in reggae sound, a bit of folk- prog and “pizzica”, to end up again with the Balkan music. Lyrics Ioië veleivë chess menne tutt chioinë dë chëliur ma, u cille iè tutt grigge, i me veinë l’appëchendròië preparoimë r’ valigë, scappòimë nande a chessa mortë stattë sëchiurë ca nisciunë t’aprë r’ portë I na portë ca nan si aprë, iè cumà nu cunfinë pe furzarlë me servë na mòinë, ma nzimme a mà nge stè nisciunë i rèite nu pizzë stè nu vecchiariddë assettoitë i deceivë me canesceivë, i tenèivë na chioivë ‘n cann “Uè chembèire moië, chessa chiovë a crò t servë?” I u’ vecchj me respennòië “T’aprë la chèip, i t’apre u coure!” “Dimmë u frèite mje cumà te la retroivë?” “Pe na vita tribuoitë, ioië la sò aspettoitë!” I’d like a world full of color, but the sky is all gray and melancholic. We prepare our bags to run away from this desolation, but, don’t think that someone could help me to open the “doors”! A door that doesn’t open is like a border line, i need to open it, but with me there is no one to help me. Around the corner there is an old man sat, says he knows me and holds a key to the neck. I asked him: “What do you do with this key?” He replied: “This key will open your mind and your heart!” “And tell me... how did you find it?” “Thanks to a life of labor and sacrifice!” Listen "Pizzingara": http://ethnocloud.com/migala/?song=3492&b=2517 more
Progetto Migala vince la Battle Of The Bands by World Music Network nel Regno Unito Progetto Migala vince la “Battle Of The Bands” Contest indetto dalla World Music Network nel Regno Unito   Dalla Puglia all’Inghilterra spinti dal fuoco della passione multietnica. È il world ‘n folk dei Migala a vincere la Battle Of The Bands indetta dall'etichetta discografica World Music Network nel Regno Unito conquistando cosi un prezioso spazio di visibilita' sulla prestigiosa rivista di World Music "Songlines". Progetto Migala, band che propone dal 2008 sonorità legate all'immenso patrimonio tradizionale del Sud Italia e della World Music, vince il contest “Battle of The Bands”. Il gruppo - diretto da Davide Roberto ed Emilio Quaglieri – si aggiudica il primo posto in questa competizione, indetta via web dall'importante etichetta discografica “World Music Network” nel Regno Unito. Ogni due mesi – tramite il loro portale – numerose band internazionali dedite alla World Music promuovono un brano inedito legato a tale genere musicale e si sfidano per vincere tramite l'aiuto dei fan e ascoltatori che votano e commentano – on line - le singole composizioni degli artisti sfidanti. Scopo del contest, è quello di aggiudicarsi uno spazio editoriale su Songlines Magazine, che è una delle più importanti riviste al mondo dedicate alla World Music. Inoltre, il brano e la band o artista vincitrice entrano a far parte dei futuri progetti discografici curati dalla World Music Network. La particolarità di questa etichetta discografica – fondata nel 1994 da Phil Stanton e Sandra Alayón-Stanton – è quella di essere tra le più conclamate nel genere World Music e di avere un vasto accesso sul proprio sito web (www.worldmusic.net), in quanto capace di proporre nuovi talenti e guide musicali circa le sonorità etniche appartenenti alle più svariate tradizioni musicali presenti in ogni latitudine e longitudine del nostro pianeta. Progetto Migala vince questa “sfida” - accanto a validissime band da ogni angolo del mondo – con il brano “Rotta a Levante Suite” presente nel suo primo cd ufficiale “World 'n' Folk Music” uscito nel Febbraio del 2014, e che già ha avuto buoni riscontri nelle recensioni di Daniele Cestellini (per BlogFoolk) e Andrea Belmonte (per MusicalNews), descrivendoli come: “cinque ottimi interpreti, ricercatori ancor prima che musicisti, della ricca tradizione musicale italiana di cui si fanno portavoce, con un'apertura verso il contemporaneo da premiare.” Il brano rappresenta – a detta della band - un vero e proprio viaggio e percorso, delineando una dimensione del "cammino in musica", che permette l'incontro in uno "spazio neutrale", dove culture musicalmente distanti si abbracciano, travalicando confini, muri e barriere mentali. La World Music è questo per la band Progetto Migala. Cercare un punto di contatto tra culture musicali, apparentemente distanti. “La storia – afferma Davide Roberto - insegna quanto 'nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma'. Ogni percorso culturale umano è frutto del contatto tra intelligenze provenienti da paesi lontani e legati dalle vie del mare, del cotone, degli scambi commerciali, ecc... Oggi, più che mai, è importante ristabilire questi spazi in cui confrontarci e capire che il 'diverso' è ricchezza! Il brano vincitore in questione è stato pensato per rappresentare un vero e proprio percorso musicale nell'Africa Subsahariana, il Mediterraneo, la Campania e l'Est Europa. “Ecco – continua la band - pensiamo che la World Music sia questo: cercare di narrare - musicalmente - una storia che attraversa varie tradizioni musicali e sonorità etniche. Non si tratta - solamente - di rendere più "moderna" una qualsivoglia tradizione musicale popolare, rendendo la strumentazione musicale adottata più attuale, con uso di distorsori, pad elettronici che enfatizzano la struttura ritmica percussiva, ecc... Bisogna cercare un punto di incontro tra le sonorità e gli strumenti tipici delle zone in cui i musicisti vogliono iniziare il loro percorso, viaggio e narrazione; cercando di trovare i momenti giusti in cui unire sonorità distanti o in cui un dato momento musicale "cambia rotta" verso altre mete.” “Fondamentalmente – continua Davide Roberto - credo che quando parliamo di World Music bisogna partire - fosse anche una sola ispirazione - da una tradizione musicale popolare, alla quale si può essere legati in maniera diretta (se consideriamo, chi prende spunto da un repertorio legato alla propria terra natia) o indiretta (qualora vi è un legame di interesse, anche affettivo, verso un determinato contesto tradizionale e/o etnico musicale). La fase successiva è quella di congiungersi con altre sonorità etniche e tradizioni altre, nelle quali poter scorgere "un filo di Arianna", che lega i diversi punti di partenza. Ovvio, che alla base di ciò, vi deve essere una conoscenza storica, antropologica e musicale... Quanta Arte e Architettura nel Sud Italia mostra vari legami tra la nostra stessa penisola ed il resto dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo? È necessario far capire che tra le note si nasconde - oltre allo stimolo del movimento e della danza - anche un messaggio. Penso, che questo messaggio, oggi debba avere a che fare con l'apertura mentale. L'apertura e non la chiusura, che porta a barricarci dietro questa "paura", che viene tanto spinta - paradossalmente nella società globale - dai media, ecc...” Infine, la band si dice soddisfatta, in quanto – oggi – è possibile, tramite il web poter continuare un'avventura musicale frutto dell'autopromozione e autoproduzione. Un legame tra 5 musicisti provenienti da vari generi musicali e dal Dams Musica che distribuiscono le loro opere in Creative Commons. Un gruppo di “folli” e amanti della musica, che ancora crede nell'arte libera! Davide Roberto (Cantante e Percussionista), laureatosi al Dams con una tesi inerente i tamburi a cornice italiani (tamburello e tammorra), è da vari anni impegnato con realtà musicali vicine al genere etnico e di riproposta delle musiche popolari del Sud Italia e ha collaborato con Massimiliano Morabito (Canzoniere Greganico Salentino), Rino Inchingolo (Etnomusicologo, Polistrumentista, Notte della Taranta con Mauro Pagani, Ex Membro Officina Zoe), Fratelli Semeraro, Gabriele Panico, Fratelli Mohsenipour, ecc...; Emilio Quaglieri (Chitarrista), è impegnato nel genere blues e da anni collabora con Mario Insegna (famoso Vocalist e Batterista dei Blue Staff); Mario Peperoni (Violinista), da anni è coinvolto in progetti musicali legati alle sonorità irlandesi e occitane; Emanuele Lituri (Bassista), “anima rock” della band e “Damsiano” - anche lui – che ha approfondito nella sua tesi di laurea, una delle più rappresentative band del prog italiano, ovvero il Banco Del Mutuo Soccorso; e Pasqualino Ubaldini (Plettri Vari), è all'attivo con varie collaborazioni che lo hanno portato ad esprimersi in vari sound, quali il jazz, fusion, blues e world music. Quest'ultimo è tra i musicisti più apprezzati – insieme al jazzista Paolo Pavan che collabora con Progetto Migala - nel canale musicale in streaming Jamendo. Negli anni, Progetto Migala ha partecipato a varie rassegne ed importanti festival, quali: Marte Live, Roma Tarantella Festival (diretto da Mimmo Epifani), “Arte Cultura Eventi” (diretto da Franco Battiato), Popoli Festival, Musei in Musica di Roma Capitale, ecc. www.migala.it Listen on http://migala.bandcamp.com Youtube www.youtube.com/progettomigala Facebook www.facebook.com/progetto.migala more
Progetto Migala wins The Battle Of The Bands by World Music Network Uk And the winner is...   Migala , an Italian band that mixes South Italian traditions with Afro-Mediterranian, Irish Folk, Latin & Balkan music. After overwhelming support from their voters, Migala will feature on a forthcoming project with World Music Network and will receive press coverage in  Songlines . Originally, Migala is the name to a type of tarantula, after which the well known Italian Folk dance  Tarantella   is named .  It is also linked to the famous singer & tamburello  player from Salento, Pino Zimba (pseudonym Guiseppe Mighali), who died in 2008. That same year, the group was founded by musicology students Davide Roberto & Emilio Quagliery in Rome. Although they intended to reinterpret the traditional folk music of Southern Italy, they slowly shifted towards a style also incorporated other world music. By doing so, they are able to make the most out of the different musical backgrounds of the band members, which inspires their creativity and results in their own, unique style. Migala tries to be a bridge between different musical traditions, to express a “Culture of Peace”.  http://www.worldmusic.net/battle/news/2014-04-16/battle-of-the-bands-winner-migala/ more
  Musical Reviews for Blogfoolk by Daniele Cestellini – Professor of Ethnomusicology http://www.blogfoolk.com/2014/03/migala­world­n­folk­music­paolo­roberto.html Migala’s musical project features a work of "fusion", the stylistic choices of the band aim to"represent" - with a world music attitude - some key elements of the oral traditions’ musical heritage. The group - based in Rome - has just released their first self-titled album. The front cover shows the phrase "World 'n' Folk", that is a statement of style and purpose , and the marker of a music that is and traditional and "contemporary". "Traditional" in the broadest sense of the term, because the ten tracks that make up the disc (to which are added two bonus tracks, interesting and for the style and for the performance: "Carmen de focu" and "Antidotum tarantulae - Tarantella 1600") have a very broad musical spectrum: pizzica (Salento, South-Eastern Puglia); tammurriata (Campania); some atmospheres related to a vague acoustic jazz sound; references to the narrative structures of traditional ballads; expanded Afro-Mediterranean and Balkan rhythms (world); quotations of classical music and Irish trad. All that is characterized by an original writing style, defined by the confluence of the various members of the project and by the many instruments played. The section of chordophones: guitars, oud, bouzouki , baglama saz, stands out in this CD. On the basis of what has been said about the two items above ("fusion" and "representation"), the approach of these musicians (David Roberto, Emanuele Quaglieri, Emanuele Lituri, Mario Peperoni, Pasqualino Ubaldini) can be related to two categories used by  anthropologists, that probably take some additional nuances when applied to music. In this context, the "fusion " is linked to the process of "interpretation" which - in the context of traditional music - it refers to the interpretations that anthropologists give or have given - in the past - to the production of expressive oral tradition and their derivations commercial and internationalist. In fact, as can be read in the booklet of the album, in the note of the song "Antidotum tarantulae": "Antidotum was transcribed by Athanasius Kircher, an outstanding 16th Century scholar (one of the earliest to get involved in the study of ‘tarantismo’); and was told to be one of the melodies chosen for the therapy of the bite of the tarantula." However, the concept of "representation" is formed by the confluence of two stages, which are - at the same time - also two actions : "contrast" and "de-contextualization". The latter seems particularly interesting , because it defines not only the distance between the "producers" (the musicians in this case) from the "matrix" that inspires them, but also because it measures the degree of consistency with the information coming from the "matrix" (pizziche performed with electric bass, guitar and bouzouki, as listened in the song " Pizzingara").  Speaking in more general terms, we can say that behind the interpretative connections that musicians have with the oral musical heritages, a new - and sometimes original - repertoire takes shape; this new creation remains almost indefinable to the extent that it is lost in the magma of terminology, music reviews and "critical reports". This repertoire certainly can become quite common among the musicians, especially in the approach and methodology through which different musical influences are selected and re-assembled. I believe that is turning into a useful key to understand the dynamics affecting many musical productions inspired by traditional music. Basically, in the last fifty or sixty years, the musicians feel free, despite the many and redundant attempts to explain their aims and objectives, to make public the creative process and to cite their sources by themselves. Besides, what distinguishes the world music discographies - from those of other genres that are more defined and more widespread in (not only) western contemporary societies - is the intrinsic characteristic of indeterminacy: a disk of world music can feature many different musical influences; symbolically, its only sure characteristic is the "mixing" of musical genres in a "melting pot" view. This encounter between various genres of music it is not "normalizable" and it is undetermined; there is the will to represent a language, but using only partially its grammatical and syntactic rules.I wonder if this is the way to untie the knot around the questions that arise from this kind of music: it is not to define the degree of overlap, but rather to measure the perception that the musicians have of musical heritages they confront with and that they decide to interpret. Migala may represent a good example of reflection in this sense, to the extent that the traditional elements of the Italian regions (such as the music of Salento, Puglia and Campania) are treated as other musical elements (such as jazz manouche or music from Eastern or Northern Europe), and to the extent that the same musicians analyze the pieces that offer, through a system of notes accompanying each track. "Pizzingara" - a song very rhythmic and dynamic - is presented in the booklet through a structured note, which presents the historical references and the comparisons with other types of music (even with classical music). In the booklet, the contemporary dimension of the musical admixture and the creativity of the authors are described with an explanation, which could resemble a "manifesto” of world music: "Starting with a classic citation (the opening of the De Sarasate’s Zigeunerweisen) the first part is steeped in the music of Eastern Europe, especially in the gypsy tradition. The second part is a “pizzica”, sung this time not in the dialect of “Salento” - as usual - but in the dialect of “Andria”. In the final part there are frequent changes of structure and rhythm: a transition in reggae sound, a bit of folk-prog and “pizzica”, to end up again with Balkan music." www.migala.it more
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Migala nasce nel 2008 da un’idea di Davide Roberto ed Emilio Quaglieri. Inizialmente, la band è nata con l’intento di riproporre il repertorio tradizionale popolare del Sud Italia; difatti, il nome “Migala” deriva dal cognome di Giuseppe Mighali, famoso portavoce della cultura musicale popolare salentina, conosciuto da tutti come “Pino Zimba”. Il gru... more
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