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November 11/23/14, 2014
L’Oriente Mediterraneo dei Monsieur Doumani

 

 

Se prendi il traghetto dall’Italia, attraversato il mar Adriatico, superati i Balcani con le isole greche e l’Asia Minore, ti troverai nel punto più orientale dell'Europa, a Cipro. Un’isola con una ricca storia fin dall’antichità, un passaggio di culture diverse, un luogo dove Oriente e Occidente si fondono dando vita ad una miscela inebriante che qualcuno può “odorare” passeggiando tra i vicoli della città vecchia di Nicosia o seduto in uno dei tradizionali caffè, ascoltando il canto dell’imam dal minareto, nella zona turca. Così, una mattina di primavera, ho incontrato Antonis Antoniou e Dimitris Giasemidis dei Monsieur Doumani e abbiamo parlato di musica e non solo, godendo il nostro caffè cipriota nel centro storico di Nicosia. I Monsieur Doumani sono un giovane trio che suona chitarre, tzouras (sembra un piccolo bouzouki) e una varietà di strumenti a fiato. Un assaggio lo avevamo avuto con l’EP “Cyfolk” (2012), in cui rileggevano otto canzoni dalla fonte della tradizione musicale cipriota. Sperimentatori, in questo primo album di lunga durata, intitolato “Grippy Grappa”, si cimentano nel rimodellare undici brani popolari isolani (comprese una canzone d’amore di taglio umoristico dal titolo nonsense, “Tsiakkara makkara”, e una marcia processionale nuziale che chiude il disco… fino all’arrivo di una ghost track) e propongono tre proprie composizioni dal temperamento eclettico. Difatti, la loro scrittura rivela una robusta verve e una capacità di combinare stili folk greci e nativi, suoni jazz, funky, bluesy (ci infilano anche una slide in “I Mouzourou Tou Morfou”, vale a dire “Ragazza bruna di Morfou”). La formazione rivela notevoli armonie vocali e buona tecnica strumentale, arrangiamenti vivaci ed incalzanti, con un efficace intreccio degli strumenti (“Tillirkotissa”, ossia la Ragazza di Tillyria”).